Algoritmi Google: Penguin.

  • 12 marzo 2018
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Il viaggio tra gli algoritmi di Google ci porta oggi a parlare di un algoritmo venuto dal freddo: Penguin. Il pinguino ha mosso i suoi primi passi ad aprile 2012 e come il suo collega Panda, nel corso degli anni ha subito vari aggiornamenti (l’ultimo dei quali a settembre 2016). Si può dire che il pinguino è stato l’algoritmo della correttezza da parte dei consulenti SEO, in quanto pensato per scoraggiare le attività di black hat SEO (in particolare quelle legate allo SPAM) e per promuovere una link building quanto più pulita possibile.

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Come consulente SEO ad Udine non ho mai applicato tecniche black hat (di cui ovviamente devo conoscere la filosofia) e con l’avvento di Penguin la mia massima preoccupazione è stata verificare i siti utilizzati per la link building affinchè si rivelassero fino infondo siti di qualità e non venissero a loro volta penalizzati dall’introduzione del nuovo algoritmo.

Vediamo quindi come Penguin ha puntato a penalizzare i siti spammosi.

  1. Verifica di un uso eccessivo (o spammoso) di Keyword in particolare in title, description e links (nascosti come in chiaro), detto anche keyword stuffing
  2. Verifica dei link in entrata ed uscita da un sito, ed in particolare verifica di quei backlink particolarmente innaturali finalizzati a manipolare il ranking di Google. Ed anche qui andiamo a parlare di Spam o meglio di link spam. Il portavoce (dell’epoca) di Google, Matt Cuts per far capire meglio cosa si intendeva per link spammoso ed innaturale ha dichiarato che se leggevate un testo, ed in esso era contenuto un link particolarmente poco correlato al resto del testo, quello era un link spammoso. Senza contare che spesso i links spammosi puntavano a posizionare pagine di pessima qualità.

C’è da dire che Penguin può anche colpire una singola pagina del sito (senza penalizzare quindi l’intero sito).

Penguin ha portato a far capire che le tecniche SEO così diffuse prima del suo arrivo, portavano più danni che benefici alle aziende che decidevano di affidarvisi.

Penguin, a differenza di quanto accaduto con altri algoritmi Google, è entrato in vigore contemporaneamente un po’ in tutte le parti del mondo, con un effetto sulle query che andava dal 3 al 5%, dove le percentuali più alte si sono rilevate in quegli stati più “affezionati” al webspam come la Polonia.

Con l’introduzione di Penguin le penalizzazione arrivano più frequentemente e rapidamente. Uno degli aspetti positivi collegati ai vari “ritocchini” che l’algoritmo ha subito nel corso del tempo è che ora, un sito che è stato penalizzato da Penguin può essere riabilitato molto più velocemente di prima una volta eseguite le opportune operazioni di pulizia.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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