Intervista Alex Alessandrini

  • 28 giugno 2018
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Alex Alessandrini a Hospitality Day.

Ecco che i nodi vengono al pettine: il mio precedente post “Pubblicare un’intervista: ecco perché farlo” non era causale, anzi! Voleva dare il La a tutta una serie di interviste ad esperti italiani del settore SEO e webmarketing, che sono stati così disponibili da rispondere alle mie domande. Iniziamo con Alex Alessandrini che ho conosciuto anni fa in ambito di una collaborazione SEO ma che ben presto ho scoperto essere focalizzato sul settore  marketing turistico.

Ciao Alex e grazie per la disponibilità. Mi piace cominciare le interviste chiedendo ai professionisti di presentarsi. Quindi ti “passo il microfono” e via all’autopresentazione!

Ciao Laura, in primis consentimi di ringraziarti per l’intervista a cui rispondo con molto piacere. Partiamo dal mio nome: Alex. Considerando il mio cognome, i miei genitori hanno avuto sufficiente buonsenso per chiamarmi direttamente Alex e non costringermi ad una vita di sofferenze. A parte gli scherzi, mi chiamo Alex Alessandrini, sono laureato in Net-Economy all’Università di Trento, sono uno dei soci di Retorica Comunicazione di Riccione e da circa 7 anni lavoro come consulente di marketing per strutture ricettive in tutta Italia. Ho scritto il libro “Marketing Turistico: rendi visibile la tua struttura ricettiva online” per Flaccovio Editore che, a distanza di un anno, non ha ancora finito di regalarmi belle esperienze e soddisfazioni, non solo lavorative. Ma bando alle ciance, andiamo alle tue domande.

Che cosa può fare una struttura alberghiera a livello di web marketing in autonomia e cosa invece farebbe bene a delegare ad un consulente SEO e webmarketing?

È la principale argomentazione che ho cercato di affrontare nei vari convegni quest’anno. Noto sempre più albergatori in balia di commerciali che propongono l’ultimo strumento digitale che farà svoltare le loro vendite. Niente di più falso. Mancano approccio strategico e consapevolezza. In teoria una struttura può fare tutto da sola o può non fare niente: quello che conta è che chi dirige sia consapevole della strategia di marketing che vuole intraprendere in modo da poter scegliere cosa utilizzare e cosa no e, di conseguenza, definire in modo chiaro e preciso chi deve fare che cosa. Conoscere le basi di ogni strumento, capire in cosa potrebbe essere utile al business ed utilizzarlo solo se c’è una ragione strategica di fondo. Naturalmente occorre guardare all’interno della propria attività per cercare di capire se ci sono alcune competenze tecniche fondamentali altrimenti continueremo a considerare il ruolo del receptionist come quello di un tuttofare.

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Alex Alessandrini a Hospitality Day.

Qual è il principale errore che una struttura alberghiera può fare quando opta per il “fai da te”?

Riprendendo la risposta precedente, l’errore principale è quello di fare le cose perchè “vanno fatte” o perché “ho visto che quel competitor le ha fatte”. Fare le cose da soli richiede metodo, organizzazione e risorse a disposizione. Tra queste ultime la più preziosa è sicuramente il tempo. Il rischio è quello di innescare un meccanismo “suicida” di attività sporadiche, fatte di fretta e con approssimazione, che porta gli imprenditori a crearsi la convinzione che certe cose non facciano per loro.

Ed in particolare per quanto riguarda l’usabilità dei siti web travel, qual è il principale errore che hai notato con maggiore frequenza?

Tutti vogliono un sito che “venda da solo”, che sia facile da utilizzare e che porti le persone a prenotare in autonomia e senza alcuna difficoltà. Prova ora farti un giro su quattro-cinque siti di qualunque località italiana e dimmi in quanti di questi hai trovato facilmente la possibilità di prenotare direttamente, se si intuisce immediatamente il vantaggio di prenotare dal sito della struttura e se il vantaggio è reale oppure solo millantato. Tanta estetica e poca efficacia. Elementi essenziali come le call to action vengono inseriti senza alcun tipo di ragionamento. Come si fa a non capire che tra “prenota ora” e “richiedi un preventivo” c’è un abisso e si celano due situazioni completamente diverse tra di loro?

Quando un’azienda si affida a te quali sono gli interventi che è più restia a fare? Content marketing, ottenimento recensioni, investire su Facebook?

Diciamo che se un’azienda arriva ad affidarsi a me (e allo stesso modo a qualunque altro collega) ha già fatto un percorso nel quale si è accorta di avere bisogno di una mano. A quel punto dipende molto dall’imprenditore che ti trovi davanti: c’è il social-friendly che “quindi adesso su Facebook e Instagram io non posto più?” , c’è il content-scettico che “perché dovrei pagare per scrivere due robe nell’area news? Lo fa la reception nel tempo libero”, c’è l’anti-budget che “spendo già tanto per il tuo lavoro, devo tirare fuori altri soldi?” e c’è quello che le “recensioni son tutte sciocchezze che la gente non legge”. Insomma ogni consulenza è un percorso diverso, fatto di idee e punti di vista differenti che si incontrano e talvolta si scontrano. Stancante ma avvincente e va bene così.

Perché questo?

Mi piacerebbe tanto saperlo. Provo a mettere lì qualche ipotesi, sicuramente figlia della mia esperienza sulla Riviera Adriatica, una discreta palestra per chi ha voglia di intraprendere questo mestiere. Molti nel ruolo dell’albergatore ci si sono ritrovati e si portano dietro tanti dei retaggi culturali anni 80-90 in cui era la destinazione a fare il grosso del lavoro. E se a questo aggiungi agenzie e consulenti che mescolano il loro bisogno di vendere qualcosa senza perdersi in troppe spiegazioni, ecco fatto che la frittata è pronta.

Ovviamente non bisogna generalizzare: si incontrano tante persone che l’ospitalità e la ricettività ce l’hanno nel sangue e la vivono con grande passione. Con queste ogni giorno c’è uno scambio di stimoli e spunti, che ha ben poco a che fare con la consulenza come la si pensa di solito.

Secondo quella che è la tua esperienza per una piccola struttura ricettiva italiana quale dovrebbe essere la percentuale di prenotazioni ricevute attraverso gli OTA e quale quella di prenotazioni dirette dai canali aziendali?

Oddio, se mi chiedi una percentuale esatta sono costretto a dirti la più bassa possibile. Ma anche qui, proviamo a cambiare approccio. Invece di considerare le OTA come un intermediario (anche se di fatto lo è), proviamo a immaginare le agenzie online come un canale di vendita aggiuntivo e inseriamole all’interno di una strategia integrata. Ci saranno delle ricerche alle quale lavoreremo facendo leva sulla visibilità che solo le OTA ci possono garantire e occupiamo tutte le altre con altri strumenti. Chiaramente cerchiamo di stare sulle OTA in condizioni di economicità, le nostre condizioni. In questo modo, se il cliente affezionato al sistema proposto da questi siti decide di prenotare comunque da lì, noi non ci perdiamo nulla. La sua fedeltà ce la guadagneremo una volta che lo vedremo arrivare in struttura.

Meglio scegliere un OTA con canone annuale o uno con commissione per singola prenotazione?

Questo, di base, lo definiscono i volumi di una struttura e non c’è una ricetta uguale per tutti. Di certo una struttura con più esperienza e che conosce bene le dinamiche delle sue prenotazioni può trarre vantaggio dal canone annuo. La cosa importante è avere ben chiaro il proprio budget a disposizione, sapendo che oltre ad iscriversi bisogna tenersi qualcosa per farle lavorare meglio.

Vorrei darti modo di concludere in modo sfacciato 🙂 Dicci almeno tre buoni motivi per comprare il tuo libro?

E allora sotto con la sfacciataggine e un brutale elenco puntato:

  1. Perché si legge bene. Ho puntato tanto sulla leggibilità e sulla qualità delle illustrazioni (chiedendo aiuto ai miei preziosissimi colleghi) e sul rendere accessibili argomenti di per sé abbastanza noiosi da ascoltare, figuriamoci da leggere. Ad un anno circa dalla sua uscita sono stati molti i complimenti relativi a questo aspetto e quindi mi sento di dirti che questo è sicuramente un buon motivo.

  2. Perché non insegna niente. Ma si pone come obiettivo quello di accendere la miccia della consapevolezza negli albergatori che, una volta finito il libro, spero abbiano ancora più voglia di saperne e conoscere di più degli strumenti che possono aiutare le loro attività online e offline.

  3. Perchè tutti i proventi della vendita vanno in beneficenza a La prima Coccola Onlus. Ho preso questa decisione per chiudere un periodo tosto della mia vita che mi ha insegnato tanto circa il valore delle cose e ogni singolo centesimo della vendita ho deciso sia giusto vada ad aiutare persone che hanno tanto aiutato me e la mia famiglia fin dal nostro primo giorno.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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