Sito web lento: gli interventi da .htaccess

  • 7 marzo 2018
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Come consulente SEO gli interventi svolti per velocizzare un sito web che mi è capitato di fare sono stati svariati. Sono intervenuta sulle pagine web del sito (in un’ottica strettamente OnPage), sono intervenuta su file presenti sul server oppure ho richiesto la configurazione di determinati aspetti ai servizi di hosting del cliente. In questo articolo mi voglio concentrare sugli interventi che si possono fare sul file .htaccess per velocizzare un sito web.

Che cos’è il file .htaccess

Il file .htaccess è un particolare tipo di file privo di estensione che si trova tipicamente nella cartella root del vostro sito web (o in altre sottocartelle in cui ha senso sia presente). Si tratta di un semplice file di testo che contiene delle istruzioni (o regole) per il server Apache. Semplificando al massimo il file .htaccess dice ad Apache come comportarsi in determinate occasioni e pertanto Apache va a scansionare frequentemente il contenuto del file prima di svolgere determinate operazioni.

In WordPress per esempio questo file contiene le operazioni per la riscrittura delle url. Ma le operazioni che si possono eseguire sono davvero tante, tra esse le operazioni per velocizzare il proprio sito.

Compressione GZIP

Ogni risposta data dal vostro server può essere “Gzippata” o compressa prima di essere inviata ai vostri utenti. La compressione Gzip aiuta a ridurre il quantitativo di dati da restituire ai vostri utenti e questo può tradursi in un risparmio di risorse del 50-70% con conseguente riduzione dei tempi di caricamento del sito.

Per verificare se sul vostro sito è attivata la compressione GZIP potete usare questo tool:
https://checkgzipcompression.com

Caching del browser

Quando un visitatore entra per la prima volta nel vostro sito è normale ci metta un po’ a caricare tutti i vostri contenuti. Ma se lo visita di nuovo non sarebbe bellissimo che tanti contenuti come html,css, js e immagini fossero già caricati velocizzando il caricamento delle pagine? Si può fare attivando da .htaccess le funzioni di caching del browser. Attivando questo meccanismo di caching andate anche (e soprattutto) a definire le date di scadenze di determinati contenuti all’interno della cache.

# BEGIN Expire headers

<ifModule mod_expires.c>
ExpiresActive On
ExpiresDefault "access plus 5 seconds"
ExpiresByType image/x-icon "access plus 2592000 seconds"
ExpiresByType image/jpeg "access plus 2592000 seconds"
ExpiresByType image/png "access plus 2592000 seconds"
ExpiresByType image/gif "access plus 2592000 seconds"
ExpiresByType application/x-shockwave-flash "access plus 2592000 seconds"
ExpiresByType text/css "access plus 604800 seconds"
ExpiresByType text/javascript "access plus 216000 seconds"
ExpiresByType application/javascript "access plus 216000 seconds"
ExpiresByType application/x-javascript "access plus 216000 seconds"
ExpiresByType text/html "access plus 600 seconds"
ExpiresByType application/xhtml+xml "access plus 600 seconds"
</ifModule>
# END Expire headers

Se siete dei neofiti in questo campo prima di modificare e ricaricare via FTP un file .htaccess modificato, vi consiglio di salvarne (banalmente) una copia di backup.

Come consulente SEO a Udine ho spesso svolto personalmente degli interventi sul file .htaccess in autonomia oppure interfacciandomi personalmente con lo sviluppatore di fiducia del cliente.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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