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Intervista ad Alvise Canal

  • 9 Novembre 2020
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Intervista ad Alvise Canal
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Abbiamo già parlato di Alvise Canal su questo blog quando ho pubblicato la recensione del libro Keyword Research Avanzata. Oggi invece… Lo intervisto!

1 – Bene, direi di iniziare con un po’ di warmup. Presentati!

Vista la mia passione per il fitness, direi che un bel warmup è il miglior modo di iniziare!

Non voglio, però, annoiare i tuoi lettori, quindi vedrò di essere rapido e indolore. Ho iniziato ad avviare i primi siti e forum all’età di sedici anni per poter condividere le mie passioni fin quando, molti anni più tardi, ho scoperto che quello che facevo, cercare di aumentare il traffico organico al mio sito, aveva un nome: SEO. La mia prima esperienza lavorativa è stata in una piccola web agency, e poi non mi sono più fermato. Dopo aver letto tutto il leggibile, partecipato ad ogni corso possibile e sperimentato su diverse tipologie di siti ho lavorato per quasi due anni in Studio Samo per poi decidere di tornare a lavorare come libero professionista, più adatto alla mia mentalità e al mio approccio con il cliente. Oggi lavoro come consulente SEO e SEM e collaboro con diverse agenzie di comunicazione cercando di integrare le mie attività con un’ottica creativa.

2 – Sii sfacciato: perché leggere il tuo primo libro?

Non è facile rispondere: odio le markette e le autocelebrazioni.

Dovresti leggerlo perché è il libro che avrei voluto leggere io qualche anno fa. Perché è un manuale sia teorico che pratico che, a differenza di altri libri, racconta in modo reale come fare SEO e racconta il mio metodo di lavoro senza filtri o senza segreti.

Ma credo ci siano tante altre ragioni per leggerlo. I professionisti credo possano trovare alcuni interessanti aggiornamenti e analizzare il mio approccio per vedere come un altro SEO lavora, mentre chi sta iniziando gli studi avrà davvero una marea di cose da imparare da queste 430 pagine.

E poi è una lettura adatta a tutti, non soltanto ai SEO ma anche ai blogger, ai copywriter, ai marketers, agli influencer e pure agli affiliate marketer. Cosa volete di più insomma?

3 – Nel tuo libro evidenzi la necessità di pensare alla SEO (o più precisamente alla keyword research) fin dalla definizione del business plan di una nuova iniziativa online. Penso che non siano molte le aziende così lungimiranti da partire con il piede giusto in questo senso. Più verosimile però mettere subito in contatto il consulente SEO con chi realizzerà il sito web. Quali rischi si corre nel non fare collaborare subito web designer e seo specialist?

Nel libro do una grande importanza al timing della keyword research perché come consulente so bene quali sono i problemi che si presentano quando si lavora su un sito web che è stato lanciato senza uno studio o una progettazione SEO alle spalle.

Le problematiche principali nelle quali si può incorrere, quando un web designer lavora senza un supporto SEO, sono di due tipi:

  • Problemi tecnici
  • Problemi di struttura

I primi sono tutti i problemi legati agli errori tecnici che un SEO avrebbe potuto evitare. Le competenze di un web designer, infatti, non sono sufficienti, nella maggior parte dei casi, ad avviare un sito tecnicamente efficiente lato ottimizzazione per i motori di ricerca. Spesso si presentano problemi che ne impediscono o rallentano indicizzazione e scansione, i file robots e sitemap sono mal gestiti, i prodotti presentano problemi con i tag rel=canonical, le immagini non sono ottimizzati, i testi non sono ben formattati, i meta tag non sono ottimizzati e via discorrendo.

Il secondo problema è ancora più complesso da risolvere. Lo studio SEO, infatti, potrebbe portare alla luce la necessità di stravolgere il sito per cambiarne l’architettura informativa, unificare pagine, scinderne altre e modificarne altre ancora. Ci si ritrova così a dover svolgere un gran numero di interventi delicati che avrebbero potuto essere evitati qualora il SEO vi avesse messo mano fin da subito.

4 – Sul tuo libro hai passato in rassegna numerosi tool SEO che possono rivelarsi molto utili nella definizione della keyword research, ma sempre specificando che il miglior tool rimane il cervello umano. Esistono dei casi in cui utilizzare questi strumenti SEO online può portare fuori strada?

Certo che sì.

Uno degli errori principali è quello di fare riferimento ad un unico strumento e ai parametri che segnala. Magari si decide di prendere in considerazione il parametro della keyword difficulty senza andare a verificare in SERP quali sono i competitor e quali siano le reali possibilità di posizionamento, decidendo così di non puntare a quella keyword semplicemente perché il tool ha detto di fare così.

Un altro esempio è quello dei copy e SEO che sviluppano contenuti partendo semplicemente dalla keyword research, senza analizzare le query e le SERP. Si limitano ad estrapolare le keyword utilizzate e a creare un contenuto che secondo loro le soddisfi senza andare in SERP e vedere quali sono davvero i contenuti che l’utente vuole vedere e le informazioni che sta cercando.

5 – Immaginiamo un caso concreto: un sito il cui business model preveda una monetizzazione attraverso le vendite in affiliazione. Secondo te quale deve essere la percentuale di contenuti ottimizzati per query informazionali e quale percentuale deve riferirsi a query transazionali?

Generalmente i siti di affiliate sono per lo più blog editoriali: per questa ragione si punta al 100% su query informazionali. Questo per una semplice ragione: cercare di posizionarsi per query transazionali con un articolo informativo non avrebbe alcun senso. Se l’intenzione di ricerca è prettamente transazionale, il contenuto non riuscirà a matchare con questa e, di conseguenza, non si posizionerà.

Se, però, si crea un e-commerce i quali pulsanti rimandano, ad esempio, ad Amazon, ecco che posizionarsi anche per query transazionali diventa fondamentale.

Dipende, quindi, dalla tipologia di progetto.

6 – Sempre a proposito di siti con affiliazioni (chiedo per un’amica eh!?!) per il successo del progetto è tutta questione di keyword research efficace oppure la diretta conoscenza del settore diventa imprescindibile?

Certo che questa amica fa un sacco di domande, eh 😉

La risposta non è così scontata, a dire il vero. Personalmente credo che la conoscenza diretta possa dare un boost davvero significativo al progetto. Più si conosce ciò di cui si sta parlando, più si conoscono anche i potenziali clienti e il modo in cui rivolgersi a loro. Inoltre si riusciranno a scrivere copy più autorevoli e a consigliare prodotti/servizi di reale valore. Questo permetterà all’affiliate marketer di soddisfare gli intenti del lettore che tornerà volentieri sul sito per scovare nuove informazioni e consigli ed effettuerà nuovi acquisti. Inoltre senza conoscenza del settore sarebbe impossibile creare una community affiatata dietro al sito di affiliate.

Per quello che vedo in giro, però, il mercato dell’affiliate marketing funziona in modo molto diverso. Insomma: dubito che qualcuno sia davvero così tanto interessato a dei frigoriferi o a dei macina caffè da giustificarne la creazione di un sito web. La maggior parte dei progetti di affiliate sono di persone che hanno individuato nicchie profittevoli, poco competitive e super specifiche e che, senza alcuna reale competenza, avviano un progetto sull’argomento. Questi siti ottengono buoni risultati perché hanno alle spalle un progetto SEO realizzato con tutti i crismi.

Personalmente, però, non mi piacciono questi siti. Li apprezzo da SEO, perché alcuni di essi sono davvero ben sviluppati e molto interessanti da studiare, ma da lettore li trovi veramente inutili e di bassa qualità. Basta avere una conoscenza minima del settore per capire che la maggior parte dei testi e consigli proposti in questi siti web è di scarsissimo valore e spesso e volentieri si finisce per comprare articoli fuffa.

Il mio consiglio, quindi, è quello di rivolgersi quantomeno ad un copywriter esperto del settore che sappia quello di cui sta scrivendo. Questo vi aiuterà anche ad aumentare il tasso di conversione.

7 – Iniziamo con le domande un po’ più tecniche. Quando si vanno a revisionare i post di un blog o di un grande portale editoriale ci si può imbattere, anche grazie a strumenti come la panoramica contenuti di SEOZoom, in numerosi contenuti non posizionati per nessuna keyword. Per quella che è la tua esperienza, davanti ad una mole di lavoro che può essere “sconfortante”, come è meglio procedere?

Sarò sincero: gestire questi contenuti può essere molto delicato. Automazioni vere e proprie non possono essere applicate. Per studiare questa tipologia di contenuti bisogna analizzarne nel dettaglio tutti i dati, il che vuol dire integrare i dati di Analytics, Search Console, SEOzoom/SEMrush e Majestic per capire se i contenuti hanno un valore o possono essere eliminati.

La verità è che bisogna armarsi di pazienza, tanta pazienza. Ci sono tantissime ragioni diverse per cui un post non si riesce a posizionare e l’unico modo per scoprirle è analizzarne nel dettaglio le caratteristiche dell’articolo. Con Analytics possiamo sapere che il sito non riceve traffico e con SEOzoom che non è posizionato per alcuna keyword, ma è con l’analisi diretta che scopriamo se è perché il valore del contenuto è troppo basso o perché non risponde alle intenzioni di ricerca o altro.

L’unica soluzione, quindi, è avere un cliente che stanzi un budget che ci permetta di lavorare nel dettaglio e affrontare ogni post con la dovuta importanza, o si rischia di fare danni!

8Passiamo a parlare del tag Canonical utilizzato molto negli ecommerce, nei blog e per risolvere casi di cannibalizzazione SEO, anche se c’è molta confusione a riguardo. Quali sono i principali errori connessi all’uso del rel Canonical?

Credo che l’errore più frequente sia proprio il suo non utilizzo. Mi imbatto spesso in vecchi e-commerce che presentano tutte le pagine con il tag rel=canonical auto riferito, anche su pagine di filtri. Questo crea una confusione enorme e causa un consumo di crawl budget elevato.

Si finisce così per ritrovarsi migliaia di pagine in indice che non dovrebbero esserci e si rischia che i filtri cannibalizzino la pagina corretta.

In realtà le meccanica d’uso generale dei tag canonical è piuttosto semplice da implementare. Quando ti trovi davanti ad un contenuto duplicato, implementa il tag sull’URL duplicata.

In pratica stai segnalando a Google quale delle X pagine simili tenere in considerazione, così da non indicizzare tutti e x i contenuti di dare maggiore rilevanza ad un’unica pagina.

9 – Dopo aver parlato del tuo libro vuoi consigliarci anche dei libri da leggere, tra libri su SEO e Web Marketing?

Assolutamente sì! Sperando di non tralasciarne nessuno, ci sono molti libri dei quali consiglierei la lettura. Partiamo da quelli SEO, tralasciando la Bibbia, The Art of SEO, che già tutti conoscono.

  • Link Building di Ivano di Biasi è senza dubbio la migliore lettura da fare per chi si approccia alla SEO off-page.
  • SEO Audit Avanzato è la lettura più interessante che abbia fatto negli ultimi cinque anni, un manuale veramente spettacolare e molto tecnico adatto ai più esperti. Non esiste nessuna lettura, né in italiano né in inglese, che possa sostituire questo volume (e poi gli autori sono tutti nomi di eccellenza!)
  • SEO Checklist di Verdiana Amorisi è invece un manuale pratico ricco di tanti spunti applicabili da subito e che aiuterà tutti a risolvere molte problematiche SEO.
  • Altri due consigli al volo: SEO per E-commerce di Ivan Cutolo e SEO per Attività locali di Davide Solinas.

Lato marketing, invece, le letture da approfondire sono davvero troppe per poterle consigliare in così poche righe. Eccone un mio piccolo personale elenco: Come fare remarketing e retargeting, Le armi della persuasione, La mucca viola, Conversion rate optimitation, Facebook e Instagram ADS.

10 – Puoi salutarci come credi. Hai qualcosa che bolle in pentola? 

Eheh, ci sono diverse cose in pentola. In questo periodo ho cercato di trarre il massimo profitto dai vari lockdown lavorando fino a tardi per sviluppare nuove idee e progetti. Qualcosa di interessante lo vedrete di sicuro: ma per ora lo tengo per me!

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

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