SEO e realizzazione siti web Udine a misura di PMI

menu x
menu x

Links esterni: i links nofollow

  • 4 Luglio 2022
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Links esterni: i links nofollow
Si parla di:
links-no-follow

Nella mia carriera di consulente SEO a Udine mi sono imbattuta in alcuni webmaster terrorizzati dall’idea di utilizzare dei links esterni all’interno dei propri articoli o pagine web, preoccupati che i links esterni potessero impoverire il loro posizionamento sui motori di ricerca.

Questo è vero nel momento in cui un testo è puntellato da un po’ troppi outbound links perché questo potrebbe disperdere il link juice di quella singola pagina web. Ma non è corretto pensare che i links verso risorse esterne vadano ad impoverire l’intero ranking del nostro sito web.

Perché è normale utilizzare i links in uscita

Da quando il web esiste tutte le connessioni tra le pagine web si basano tra collegamenti ipertestuali, pertanto è normale se in una pagina web compare un link interno o esterno che sia. Quello che invece non è normale è non vi sia traccia di links esterni. Chi non ha competenze di SEO normalmente propone links esterni mentre sono coloro che ne hanno che non ne inseriscono, creando di fatto una situazione innaturale.

I links esterni inoltre rappresentano degli approfondimenti, che noi mettiamo a disposizione dei nostri lettori, pertanto utilizzare i llinks esterni ci permetterà di fare cosa gradita ai nostri utenti che, riconosciuta la nostra competenza e generosità, probabilmente (si spera) torneranno a trovarci.

Se avete paura che un link esterno faccia scappare un utente dal vostro sito… Probabilmente non state utilizzando l’attributo _blank sul link, che apre il collegamento ipertestuale in un’altra pagina.

Detto questo per coloro che hanno ancora paura di utilizzare i link esterni ecco un attributo html da abbinare al nostro tag href che può aiutarci a gestire con più consapevolezza i nostri link in uscita: l’attributo nofollow

L’attributo nofollow

Agli albori della SEO, molti marketer senza scrupoli si sono resi conto che potevano facilmente ottenere centinaia di link alle loro pagine lasciando commenti spam su altri blog, acquistando link da webmaster o inserendo link su qualsiasi sito che consentisse contenuti inviati dagli utenti.

Per contrastare questo, nel 2005 Google ha introdotto un modo per contrassegnare un collegamento come non attendibile; in particolare, un modo per dire “non seguire questo link”. Aggiungendo un attributo nofollow ai tuoi link, non conterebbero più come voti.

È diventata anche la politica di Google che qualsiasi collegamento pagato (in genere un annuncio pubblicitario, un posizionamento a pagamento o simili) dovrebbe utilizzare un attributo nofollow per indicare che non dovrebbe influire sui calcoli del ranking. Questo perché i link a pagamento valgono comunque come un “voto” per una pagina.

Ad esempio, se qualcuno ti paga per inserire un annuncio sul tuo sito web, potresti inviare alcuni visitatori alla pagina o al prodotto pubblicizzato. Dal momento che non è un’approvazione naturale, il valore del collegamento non dovrebbe passare a questa particolare pagina; i motori di ricerca non dovrebbero posizionarlo più in alto perché hai ricevuto una sorta di compenso per quel link.

Ciò ha anche reso possibile il collegamento a una pagina che non approvi, ma che desideri comunque utilizzare come risorsa all’interno del tuo testo (ad esempio, “Ho provato questo prodotto, ma è stato orribile”). Oggi, quasi tutti i sistemi di commento e le piattaforme di social media aggiungono automaticamente un attributo nofollow ai contenuti inviati dagli utenti.

A partire dal 10 settembre 2019 Google ha cambiato approccio rispetto ai links nofollow. L’attributo non viene più considerato come un “ordine” da rispettare, ma come un “suggerimento” rispetto a quali collegamenti non seguire.

Sempre con l’update del 10 settembre 20219 Google ha introdotto altri due attributi con cui designare i links. L’attributo sponsored e l’attributo ugc, specifico per i links connessi ai contenuti generati dagli utenti.

Come si usa il rel=”nofollow”

Se ti stai chiedendo come utilizzare il rel=”nofollow” è semplicissimo

<a href=https://www.miosito.it” rel=”nofollow”></a>

Se utilizzi WordPress poi, il cms ogni volta che vai a creare un collegamento ipertestuale nell’apposita finestrella, ti propone un flag da utilizzare per indicare che quel collegamento è caratterizzato da un attributo nofollow.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

Come diventare SEO:


Corso SEO

Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

SEOZoom

Blog SEO e ultime news

In questa sezione propongo periodicamente approfondimenti a tema SEO e web marketing. Segnalo anche gli ultimi lavori di creazione siti web ad Udine e di posizionamento sui motori di ricerca. 

Perchè non leggi anche questi post?

Leggi tutti i post dal mio blog seo