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Negative SEO: che cos’è, tecniche e protezione

  • 9 Maggio 2018
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Negative SEO: che cos’è, tecniche e protezione
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Nel mondo della SEO non è tutto rosa e fiori. Se abbiamo già parlato delle tecniche black hat SEO (le tecniche per gabbare Google), in questo post parliamo della sua sorella minore ovvero la negative SEO.

Che cos’è la negative SEO

La negative SEO o SEO negativa, raccoglie tutte le tecniche capaci di danneggiare il posizionamento di un sito web.

Ovviamente nel quartier generale di Google sono al corrente di queste pratiche anche se l’onere di difendersi autonomamente spetta ancora a webmaster e consulenti SEO.

Tecniche della negative SEO

Le tecniche della negative SEO hanno molto a che fare con la qualità dei backlinks, soprattutto per il fatto che gli ultimi algoritmi di Google rilasciati sono andati molto a punire backlinks di scarsa qualità. Per questa ragione la negative spesso punta a far arrivare ai vostri siti web:

  • backlinks da siti di dubbia provenienza
  • backlinks in stile site-wide ovvero presenti su tutte le pagine di un sito web
  • backlinks in posizioni particolarmente sospette (tipo il footer)

In altre parole il sito da penalizzare viene considerato uno SPAM site e per questo viene affossato, per tale ragione questa tecnica viene chiama Google Bowling. Un metodo per rendere questa tecnica ancora più “letale” è linkare il sito web attraverso degli anchor text relativi a keyword per le quali il sito è effettivamente posizionato.

Hackerare un sito è una tecnica molto frequente per penalizzare un sito, soprattutto perchè chi vuole affossarvi il sito dopo avervelo “bucato”, quasi immancabilmente segnala a Google che il vostro sito infrange le sue linee guida. Quando vi “bucano2 un sito tipicamente vi “iniettano” del codice malevolo. Se si tratta di un sito WordPress per esempio possono inserirvi del codice malware nei file di plugin e template rimasti scrivibili.

Se da un lato la negative SEO punta a far guadagnare links dannosi, dall’altro può lavorare per farvi perdere links benefici. In questo caso siamo di fronte ad una tecnica tanto “manuale” quanto deleteria. Chi vuole danneggiarvi individuerà nel vostro backlinks i links in entrata più pregiati e scriverà ai siti che ve li ospita. Basterà una mail dal tono “legale” con la richiesta di rimuovere il vostro link. Il webmaster del sito che si vede recapitare questa mail in “avvocatese”, per evitare grattacapi rimuoverà il vostro prezioso link. Facile vero?

Come abbiamo visto nell’articolo sull’algoritmo Panda, Google punisce i siti con contenuti duplicati da altri siti. Immaginate che qualcuno copi un vostro contenuto sul suo sito e per assurdo questa nuova pagina si posizionasse meglio della vostra (con il contenuto originale), cosa succederebbe? Il sito “copione” sarebbe il vostro poiché Google ha indicizzato prima il contenuto-copia. Come si fa ad evitare tutto ciò? Mantenendo sempre aggiornata la sitemap.xml del sito e grazie ad un appropriato utilizzo di rel=”canonical”.

L’ultimo sistema sofisticato e malvagio allo stesso tempo consiste in: 1 creare un sito che sia la copia perfetta del vostro, 2 aspettare (non molto) che Google lo penalizzi, 3 fare un redirect permanente verso il vostro sito. Risultato? La penalizzazione “viaggerà” via redirect 301 dal sito copia al vostro.

Come proteggersi dalla negative SEO

Come esperta di posizionamento sui motori di ricerca ad Udine non mi è mai capitato di dover correre al riparo dopo un caso di negative SEO. Quelle che seguono sono tuttavia le tecniche più comuni per “curare” il vostro posizionamento dopo un caso di SEO negativa.

Tra gli strumenti con cui difendersi dalla negative SEO troviamo:

  • Google Search Consolle ed in particolare lo strumento disavow che ci permette di disconoscere i links malevoli
  • La funzione di Riconsiderazione collegata alle “Azioni Manuali” sempre di Google Search Consolle che permette di richiedere a Big G di riconsiderare il nostro sito
  • Le varie funzioni che ci consentono di monitorare i backlinks al nostro sito presenti su strumenti SEO come Search Console o SEOZoom.
  • I plugin che ci consentono di monitorare la sicurezza di un sito in WordPresss. Plugin come Wordfence Security oppure All In One WP Security & Firewall

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

Come diventare SEO:


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Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

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