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Intervista a Fulvio Romanin, autore de L’Iva Funesta

  • 16 Dicembre 2019
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Nella primavera del 2011 mi ritrovai per la prima volta a bere un caffè con Fulvio Romanin. Fulvio Romanin è lo Zio, o meglio come piace a lui a lui “Zheeo” per molti freelance a Udine operanti nel settore digital. All’epoca lui era già una piccola celebrità in quanto primo web designer freelance a Udine, io stavo cercando di capire se aprire partita iva fosse una buona strada (lo è stata). Davanti a quel caffè sentii molti validi consigli, consigli che in parte sono confluiti nella prima release di L’Iva Funesta, scaricabile da Rolling Stone Italia in formato ebook. Oggi L’Iva Funesta è diventata un libro e questa è l’intervista al suo autore.

Beh direi che puoi iniziare presentandoti!

Ciao, Sono Fulvio Romanin, e sono un nerd di altissimo rango. Battute a parte, faccio l’imprenditore nel magico mondo del uébs e dirigo Ensoul, una development agency. Ho recentemente pubblicato la terza versione di “quei due consigli scritti per te” per UTET. Hanno distribuito il libro persino negli autogrill #highestlifetimeachievement

Qual è l’errore più sanguinoso che hai fatto quando eri un freelance?

Tutti: la vita da freelance, per come è fatto il mondo e visto che nessuno ti spiega niente, è dare facciate in giro cercando di aprirsi una strada a tentoni. Scherzi a parte, forse è stato non capire che il lavoro indipendente è fare il tuo mestiere E ANCHE l’imprenditore di te stesso: due lavori in uno. Quando, dopo un anno molto buono gestito male fiscalmente mi sono arrivate ventimila euro di tasse da pagare, ho capito che c’era qualquadra che non cosava.

Ed invece la cosa migliore che hai fatto per il tuo business tra burocrazia, tasse e gestione dell’operatività quotidiana?

Capire che un lavoratore indipendente è in realtà un’azienda fatta da una sola persona, e come tale cominciare ad informarmi, a confrontarmi, a capire, a chiedere a chi faceva l’imprenditore prima di me: il tuo talento è la base su cui devi costruire una carriera; la carriera però non si fa con il solo talento, ma in larga parte da come lo sai far fruttare.

Qual è l’errore che vedi fare più frequentemente a chi si mette in proprio nel 2019?

Partire senza un metodo, senza essersi preparati il terreno e prendere tutto quello che passa, spesso sottopagati: “intanto mi porto a casa il cliente” può essere un problema più che una soluzione.

In un tuo recente intervento alla conferenza Programmers in Padua hai detto di come in Italia per guidare ci voglia la patente ed invece per aprire un srl non serva alcuna preparazione. Perchè questa lacuna?

Vorrei chiederlo ad uno dei qualunque governi che si sono avvicendati negli ultimi settanta anni! La cosa che mi fa specie è che, storicamente, noi italiani siamo stati tra i più abili mercanti e venditori del pianeta terra, creando rotte dal Sudamerica alla Cina. Istruire i propri cittadini ad essere bravi commercianti significa dare anche al proprio paese la spinta economica che serve per farlo crescere: dovrebbe essere una parte di formazione obbligatoria – magari anche una settimana in cui a lezione giochi a Candy Crush, ma almeno io ti ho dato i rudimenti per fare bene.

Quali sono le risorse migliori a livello di formazione per un freelance o per chi voglia aprire una start up appena avviata? Ovvero quali sono le migliori realtà che insegnano a fare “imprenditoria” oggi?

Ce ne sono molte, e spesso soffrono di egocentrismo e autoreferenzialità: bisogna sapere fare cherry picking, e scegliere ciò che può essere idoneo a noi, anche perché ogni storia di successo può essere profondamente diversa dalle altre, e le stesse cose che sono andate bene per me potrebbero dare risultati completamente diversi a te. Mi chiedi se ho dei link? No, genericamente Linkedin, Medium e uso molto i feed di Flipboard, dando un occhio principalmente alle parti di economia a me contigue.

Quando non è più sostenibile andare avanti come freelance ed è tempo di pensare ad una società?

Per come la vedo io, sempre!
Il freelance è un ottimo strumento quando inizi una attività e hai poco lavoro: quando hai consolidato il tuo parco clienti dovresti comunque già pensare a come crescere e renderti più stabile, perché prima o poi, semplicemente, ti stancherai di fare tutto tu da sola, o potresti stare male. Non serve necessariamente per andare alla conkvista ti monto.
“Una società” fa un po’ paura all’inizio e costa un bel po’ di più rispetto al freelance, ma offre in compenso molte più opportunità fiscali ed imprenditoriali. Ed è anche, a lungo termine, a livello psicologico un biglietto da visita più “consistente” verso clienti più grossi che desiderano fornitori più stabili.

Dicci tre buone ragioni per comprare il tuo libro?

1. Parla di quello che non vorreste fare voi, la fiscalità personale, e lo spiega nel dettaglio
2. Delinea un metodo e dei sentieri per chi non ne ha. Non i migliori, ma è qualcosa.
3. Parla di tutto questo in modo leggero: non è cattedratico ma fa della sua colloquialità un punto di forza.

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Nel tuo libro parli di “metodo”. Meglio crearsi un metodo prima per evitare le brutte sorprese dopo o crearsi un metodo sulla base degli errori fatti prima?

È un po’ la storia dell’uovo o della gallina: il “metodo” parte da alcuni principi, giusti o sbagliati che siano, e poi si affina di giorno in giorno, di volta in volta. È nella coltivazione del metodo il frutto più succoso dell’esperienza.

Altri libri che ti sentiresti di consigliare e complementari alla lettura de L’iva Funesta?

Ti direi “Never split the difference” di Chris Voss, sulla negoziazione, che è scritto da uno che trattava gli ostaggi con i terroristi, per dire. Ottimo per chi come me è timido a chiedere soldi. Può essere interessante anche “Tools of titans” di Tim Ferris, con interviste ad imprenditori importantissimi. La cosa importante è non gettarsi tra le braccia dei daichecelafaisti, carichi di buone intenzioni ed entusiasmo smisurato ed altrettanta fuffa.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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