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Frequenza di rimbalzo: cos’è, come diminuirla ed implicazioni SEO

  • 25 Aprile 2018
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Frequenza di rimbalzo: cos’è, come diminuirla ed implicazioni SEO
Si parla di:
    In questo post parliamo di uno dei primi dati in cui ci si imbatte quando si approda sulla sezione Pubblico/Panoramica di Google Analytics. Sto parlando della frequenza di rimbalzo. La frequenza di rimbalzo o bouce rate è un valore espresso che mette in evidenza la percentuale di visitatori che una volta approdati sulla pagina di un sito la abbandonano, senza proseguire la navigazione del sito. La frequenza di rimbalza è un valore dato dalla media delle frequenza di rimbalzo di tutte le pagine che compongono un sito.

    Cause e rimedi contro una frequenza di rimbalzo alta

    Esistono più cause per una frequenza di rimbalzo elevata ed allo stesso modo, esistono molte tecniche per correre ai ripari. Sono tecniche molto semplici che uso sempre come consulente SEO a Udine, sopratutto quando si tratta della gestione di blog.

    • La linkbuilding interna è ottima per ridurre la frequenza di rimbalzo. A volte basta inserire nell’articolo considerato qualche link a qualche altro articolo presente nel sito ed il bounce rate pian piano comincia a diminuire: a volte infatti il visitatore non continua la navigazione del sito perchè non gli si offre validi spunti di navigazione.
    • I siti web lenti vengono frequentemente abbandonati frequentemente dagli utenti che li visitano. Se con gli appositi strumenti tipo PageSpeed Insights di Google, avete rilevato che il vostro sito che il vostro siti è lento, nel mio vecchio post Velocizzare un sito in WordPress potrete vedere alcuni semplici tecniche per rimediare.
    • Se i percorsi di navigazione del vostro sito non sono chiari e lampanti, razionalizzateli “a prova di utonto” seguendo la regola “don’t make me think”. A volte l’utente esce da un sito perchè non sa come proseguire la navigazione.
    • Spesso le pagine con frequenze di rimbalzo alte sono correlate ad articoli di scarsa qualità, fatevi quindi un esame di coscienza e ponetevi queste domande “l’articolo è abbastanza approfondito?”, “risponde alle domande del mio utente tipo?”

    Frequenza di rimbalzo ed implicazioni SEO

    Si è discusso a lungo su eventuali correlazioni tra frequenza di rimbalzo e SEO, ovvero un bounce rate alto può inficiare il posizionamento sui motori di ricerca?

    Per farla breve la risposta è NO. Pensiamoci un attimo, da dove ricaviamo la frequenza di rimbalzo? Da Google Analytics, un sistema di statistiche non tutti i siti utilizzano. Perchè allora Google dovrebbe utilizzare come fattore di ranking un dato non universalmente riconosciuto?

    Inoltre pensiamoci un attimo #2. Google dovrebbe punire una pagina con un bounce rate elevato (es. 80%), dove in realtà gli utenti abbandonano la pagina in quanto fornisce tutte le informazioni di cui avevano bisogno. Google non è in linea di massima così intelligente da capire se l’utente ha abbandona la pagina perchè soddisfatto di cosa vi ha trovato o viceversa perchè insoddisfatto

    Frequenza di rimbalzo alta: quando e se preoccuparsi

    Anche se come abbiamo detto la frequenza di rimbalzo non va ad impattare sul nostro posizionamento sui motori di ricerca, un bouce rate elevate può metterci la pulce nell’orecchio rispetto a come stiamo gestendo il nostro sito web. Quando parliamo di frequenza di rimbalzo alta è giusto distinguere da caso a caso, ovvero quando dobbiamo preoccuparci.

    Per esempio, se la pagina Contatti di un sito ha un bounce rate alto possiamo ritenerla una condizione fisiologica: l’utente ha trovato il contatto che cercava ed ha abbandonato la pagina. Tutto ok! Allo stesso modo se abbiamo una pagina con una call to action magari connessa ad un’operazione di lead generation, se la frequenza di rimbalzo alta ma i leads generati sono buoni a livello di conversion rate, anche in questo caso tutto ok.

    Se invece siamo di fronte ad una pagina servizi strategica che viene abbandonata subito o una pagina di un ecommerce che non vende, allora probabilmente un bounce rate elevato denota qualche problematica (tra quelle che abbiamo evidenziato nei paragrafi precedenti).

    Esistono infine delle percentuali di bounce rate “fisiologiche”, che variano da tipologia a tipologia di sito.

    • i siti di vendita hanno un b.r compreso tra il 20 ed 40%
    • una semplice landing page ha un b.r tra il 70 ed 90 %
    • i grossi portali hanno tra il 10 ed 30% di bouce rate
    • i blog hanno un b.r fisiologico tra il 70 ed il 90%

    Laura Musig SEO UdineLaura Musig

    Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

    Come diventare SEO:


    Corso SEO

    Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

    SEOZoom Prova Siteground

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