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Google Site Diversity Change

  • 3 Febbraio 2020
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Google ci ha abituato al rilascio di (devastanti) nuovi algoritmi insieme ad aggiornamenti minori e quasi sempre poco impattanti. Uno di questi è stato il Google Site Diversity Change. Questo aggiornamento, rilasciato il 6 giugno del 2019 ha avuto come obiettivo quello di limitare che le serp mostrassero più risultati provenienti dallo stesso sito (ovvero dominio), seguendo un po’ l’assunto quality over quantity.

Danny Sullivun ha specificato che si tratta di un cambiamento (change) e non di aggiornamento (update), in quando il diversity change non ha avuto impatti sull’algoritmo relativo al ranking.

Nonostante questa modifica sia ovviamente finalizzato (come sempre) a mostrare i risultati più rilevanti per gli utenti, l’impatto è stato veramente minimo (secondo un test condotto su un campione di 10.000 keywords). Per capirci, al momento in cui la modifica è stata rilasciata:

  • I  siti che mostravano più di 4 risultati per una ricerca sono scesi dall’1,8% a zero.
  • I siti che mostravo tre URL per una query sono scesi dal 6,7% al 3,5%
  • La percentuale di query con due URL da un dominio era in realtà leggermente aumentata dal 43,6% al 44,2%.
  • Questa riduzione del maggior numero di URL ha comportato nel complesso ad una diminuzione dei domini che restituiscono URL multipli dal 53,2% al 47,9%.

Inoltre Moz ha rilevato che questo update non va ad impattare sulle keyword di tipo branded o navigazionali. Questo in realtà è abbastanza sensato, in quanto Google sa che quando un utente cerca una keyword navigazionale sul motore di ricerca (keyword + nome del sito), si aspetta di vedersi restituiti più risultati dal suo sito di riferimento. In altre parole Google ha applicato la sua definizione di rilevante (relevance): ovvero mostra più risultati in serp provenienti da uno stesso sito, nella misura in cui questo rappresenta una risposta più rilevante in base alla ricerca effettuata dall’utente.

Le keyword informazionali e transazionali hanno subito in maniera leggermente più consistente questo update.

Anche i sottodomini verranno coinvolti da Site Diverstity Change e considerati come parte integrante del dominio principale… anche se non sempre!

La maggior parte delle persone quindi non sembra preoccupata da questa modifica. I principali siti internazionali di SEO sembrano piuttosto in disaccordo su un fatto: qualcuno infatti afferma che il Diversity Change sia parte del Core Update di Google (datato 3 giugno) mentre altri sostengono che le due cose non abbiano nulla a che fare. Chi afferma che il Diversity Change sia parte del Core Update, sostiene che se il tuo siti ha subito gli effetti del Diversity Change, allora ha anche subito quelli del Core Update.

Sicuramente questo aggiornamento ha ancora bisogno di qualche miglioramento.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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