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Mi ha chiamato Google e mi ha detto che il mio sito non è indicizzato

  • 9 Marzo 2020
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In questi 8 anni di attività come consulente SEO ad intervalli regolari, ricevo delle chiamate disorientate dai miei clienti che mi dicono “Laura mi ha chiamato Google e mi ha detto che il sito non è indicizzato”. È a partire da questi episodi che ho voluto sviluppare questa guida, per spiegare che Google non chiama le aziende soprattutto non lo fa per vendere servizi di posizionamento sui motori di ricerca.

Consulenti SEO: il segreto di Pulcinella

Chi si trova per la prima volta ad avere a che fare con i professionisti del posizionamento sui motori di ricerca pensa che questi vivano in simbiosi con Google, anche se in realtà non è così. In realtà Google non ammetterebbe l’esistenza di esperti specializzati nella manipolazione dei suoi algoritmi al fine di ottenere un miglior posizionamento organico. Google in altre parole vorrebbe che i vostri siti si posizionassero naturalmente perché sono ben fatti, e non perché hanno alle spalle un professionista preparato per renderli Google Friendly. Quindi fa un po’ sorridere che Google chiami le aziende per proporre un servizio pensato per “raggirare” i suoi standard. E come se un commissario del Coni andasse da un atleta e gli dicesse: “sei scarso, vuoi un po’ di doping?”. Ecco a partire da questa ironica metafora, vediamo un po’ in realtà chi vi sta chiamando.

Chiamate reali e chiamate fraudolente

L’azienda che vi sta chiamando “per conto di Google” non è altro che un Google Partner, ovvero un’azienda in cui un professionista ha ottenuto l’apposita certificazione “Google Partner” a seguito di un percorso di formazione con esame a pagamento patrocinato dallo stesso Big G. Questo significa che il professionista ha una formazione rispetto ai prodotti commerciali di Google uno su tutti Google Ads, ma nulla ci garantisce la trasparenza e la professionalità di questo esperto.

Quindi Google non chiama le aziende a meno che:

  1. Non abbiate chiesto una consulenza telefonica rispetto alla piattaforma Google Ads, che fa capo al mondo degli annunci a pagamento e non al posizionamento organico.
  2. Non si tratti di una chiamata da parte degli uffici di Google Maps, per richiedervi la conferma del vostro indirizzo aziendale e/o numero di telefono.

Anatomia di una truffa a nome Google

Queste chiamate e le truffe ad esse collegate, hanno un’anatomia ben precisa. Se imparate a conoscerla, imparate ad evitare questi imbrogli. Vediamo quindi le caratteristiche di queste chiamate:

  1. L’operatore di telemarketing non scandisce bene il nome dell’azienda ma sillaba alla perfezione il fatto che l’azienda fa parte di Google. O meglio dice di essere un Google Partner frase che, chi non è “del mestiere” fraintende.
  2. Inizia quindi con il terrorismo psicologico con frasi come “il suo sito non è indicizzato” oppure “non siete presenti sulla mappa di Google”, continuando poi a paventarvi tutti i potenziali rischi connessi a questa situazione: perdita di clienti, di fatturato ecc…
  3. Dopo avervi presentato in maniera fumosa, senza dati o case studies, la loro offerta, vi chiedono di decidere in fretta se sottoscriverla o meno. In fretta, molto in fretta… tipo domani!
  4. Le comunicazioni che vi vengono inviate non sono fatte con indirizzi ufficiali (es. info@miosito.it) e sempre su queste comunicazioni, è difficile che sia riportato chiaramente il sito aziendale o la denominazione sociale.
  5. Anche a patto di riuscire (con un po’ di indagini) a risalire al sito scoprirete che non riporta i recapiti aziendali, un numero da chiamare, i volti dello staff ecc… Stesso accade se digitate il nome dell’azienda su Google Maps: non capirete chiaramente se esiste o meno una sede fisica.
  6. Se digitate su Google il numero di telefono con il quale siete stati contattati, scoprirete che questi numeri sono messi nelle apposite black list dove vengono chiaramente non solo definiti come numeri che fanno capo a call center/telemarketing, ma anche (e soprattutto) come numeri connessi a truffe telefoniche. Su questi siti black list potrete vedere delle recensioni che non lasciano spazio a dubbi.
  7. Se nella mail che vi hanno mandato è riportato nome e cognome di qualche professionista associato a qualche altisonante qualifica in inglese provate a digitare quel nome e quella qualifica su Google: non troverete niente, nemmeno uno straccio di profilo Linkedin.
terrorismo-telefonico
Screenshot da https://www.tellows.it/num/0454856989

Insomma penso che i punti sopra riportati forniscano una fotografia piuttosto chiara del fenomeno.

Come resistere al terrorismo psicologico

Detto questo vediamo un po’ come comportarsi a seguito di queste chiamate. Abbiamo detto che avete circa 24 ore per decidere, ore che potete sfruttare per fare le dovute ricerche del caso seguendo i punti sopra riportati 5, 6 e 7. Ma anche per eseguire alcuni semplicissimi check.

Il suo sito non è indicizzato: come verificare

Si parte con il terrificante “il suo sito non è indicizzato”. Considerando che molte attività non sono iscritte a Pagine Gialle o non hanno una pagina Google My Business è chiaro che il vostro recapito l’hanno ottenuto cercando online e trovando di fatto il vostro sito, che quindi è indicizzato. Magari si può dire che il vostro sito non è posizionato per keyword capaci di portare traffico monetizzabile o parole chiave competitive, ma per dire che un sito non è indicizzato devono sussistere seri problemi di indicizzazione.

Per togliervi ogni dubbio ci viene in aiuto l’operatore di Google site:miosito.it. Non dovrete fare altro che digitare questa stringa nel campo di ricerca di Google: se il motore di ricerca vi mostra molti risultati provenienti dal vostro sito potete stare tranquilli.

https://www.google.com/search?q=site%3Apennellitrucco.it

Lei non è presente su Google Maps: come verificare

Se invece vi minacciano di non avere un profilo su Google Maps (il cui nome commerciale è Google my Business), potete fare ben due cose:

  1. Andare all’indirizzo https://www.google.com/maps digitare il nome della vostra azienda, vedere se ci siete e siete localizzati all’indirizzo corretto. Se ci siete, potete dormire sonni tranquilli. Se la vostra scheda c’è ma l’ha creata Google in autonomia ed avete la necessità di diventarne i proprietari, potete seguire questo tutorial per rivendicare la proprietà del vostro profilo.
  2. Se effettivamente non ci siete potete creare in autonomia e gratuitamente il vostro profilo Google My Business (click qui per iscriversi).

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

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