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Thin Content: che cos’è, come individuarlo ed intervenire

  • 16 Novembre 2020
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Thin Content: che cos’è, come individuarlo ed intervenire
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Esistono molti buoni motivi per impegnarsi a produrre contenuti di qualità per il proprio sito. Curare la propria immagine online, fare content marketing, posizionarsi bene sui motori di ricerca e perfino evitare penalizzazioni algoritmiche. Tutti questi buoni motivi decano brutalmente quando ci troviamo di fronte al thin content.

Cos’è il thin content

Nel 2011 l’avvento dell’algoritmo Panda, portò una vera e propria rivoluzione negli standard che Google applicava nella valutazione dei contenuti online. Il nuovo algoritmo, in breve, si prefissava l’obiettivo di “segare” tutti quei siti che proponevano contenuti di bassa o bassissima qualità con tecniche discutibili al limite della black hat SEO. Ed è proprio con l’algoritmo Panda che si è iniziato a parlare di thin content. Rispondendo quindi alla domanda che cos’è il thin content: il thin content è un contenuto di bassa qualità che non apporta nessun beneficio al sito su cui è pubblicato.

Esempi di thin content

Ma che “faccia ha” il thin content? Un thin content tipicamente può essere:

  • Un contenuto duplicato
  • Un contenuto ottenuto con tecniche di scraping
  • Un contenuto troppo breve ed inconsistente
  • Una Doorway
  • Un Contenuto autogenerato
  • Una pagina di affiliazione priva di valore

Inutile dire che se sul vostro sito avete contenuti di questo genere, oltre ad avere un sito incapace di coinvolgere gli utenti (generando contestualmente dei guadagni), potete anche rischiare di incorrere in una penalizzazione da Panda Update, propriamente chiamata Google Thin Content Penalty.

Come individuare il thin content

Per individuare il thin content hai bisogno di eseguire un’approfondita content audit. Inizia andando su Google ad usare l’operatore site (site:miosito.it) per avere un’idea di tutte le pagine del tuo sito che sono state indicizzate sul motore di ricerca.

Adesso dovrai confrontare l’elenco delle pagine ottenuto con:

  • Google Analytics per capire se queste pagine portano traffico e di che tipo.
  • Il proprietario del sito (o con te stesso) per capire se queste pagine portano conversioni ed un eventuale ROI

SEO Tool per individuare il thin content

Oltre a Google Analytics citato poco più sopra, esistono altri tool SEO che ti aiutano a capire se il tuo contenuto è un thin content.

  • Copyscape è un tool di “plagiarism” che ti può aiutare a comprendere se il tuo è un contenuto duplicato (quindi copiato da un’altra fonte). Lo strumento è a pagamento ma nel caso di portali di grandi dimensioni con redazioni che spesso operano in maniera discutibile, acquistare Copyscape può rivelarsi un ottimo investimento
  • Screaming Frog. Questo strumento ti può dire quante parole ha il contenuto di una pagina in modo tale da permetterti di trovare una correlazione tra contenuti troppo brevi e thin content.
  • SeoZoom. La suite italiana con la sua funzione Pagine Peggiori ti consentirà di capire quali pagine non sono posizionate per alcuna parola chiave. Se ci fai caso molte di queste pagine sono thin content.

Come evitare e risolvere i problemi da thin content

Qui di seguito ti riporto tutti casi di thin content che una content audit può mettere in evidenza e cosa dovresti fare caso per caso:

  • Doorway: cancellale senza pensarci due volte.
  • Contenuti duplicati, Contenuti Autogenerati, Contenuti troppo corti o inconsistenti: riscrivili approfondendoli magari ripensando accuratamente alla keyword research.
  • Pagina di affiliazione di scarso valore: visita il sito dell’azienda che propone l’affiliazione alla ricerca di risorse di valore con cui arricchire la tua pagina. Può trattarsi di studi, ricerche, ma anche contenuti multimediali come infografiche o video.

Video sul thin content

Ovviamente sul web si è parlato molto di thin content. Qui sotto ti metto le opinioni di due SEO Guru che non hanno certo bisogno di presentazioni.

Matt Cutts
Neil Patel

Impara a creare contenuti di valore

Se questo articolo ti ha fatto balzare agli occhi la necessità di rivedere la tua strategia di contenuti, e se in particolare vuoi iniziare a creare contenuti di valore graditi sia a Google che ai tuoi utenti, non posso fare altro che consigliarti il corso SEO di Ryuichi aka Marco Ronco. Io l’ho fatto e la qualità dei miei contenti è letteralmente schizzata alle stelle.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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Ho inoltre raccolto le risorse più utili di questo blog per aiutare chi sta cercando di capire come si diventa SEO Specialist:

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