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Intervista a Verdiana Amorosi

  • 1 Marzo 2021
Laura Musig Siti web Udine » Blog SEO » Intervista a Verdiana Amorosi
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Verdiana Amorosi è una delle più interessanti SEO Specialist italiane nonchè autrice del libro SEO Checklist. Festeggiamo la SEO al femminile con la sua intervista.

Ciao Verdiana e grazie per la disponibilità! La prima domanda è sempre libera: ovvero presentatati!

Ciao Laura, intanto grazie per avermi ospitato nel tuo splendido salottino online!
Mi chiamo Verdiana, ho 40 anni e mi occupo di SEO dal 2010. Prima di approdare al mondo dell’ottimizzazione dei siti sui motori di ricerca ho lavorato per diversi anni come giornalista. Ho collaborato con diverse testate e poi sono stata assunta da una casa editrice immobiliare. Qui mi sono occupata di piani editoriali, scrittura dei testi e revisione delle bozze, ma – con il passare del tempo – ho iniziato ad occuparmi anche dell’aggiornamento dei siti aziendali. È in questo periodo, durante un corso di aggiornamento per giornalisti, che ho scoperto la SEO: un vero e proprio colpo di fulmine! Da quel momento ho iniziato a studiare da sola, seguire dei corsi, lavorare su progetti personali, fino a trasformare la mia passione per questa disciplina in un vero e proprio lavoro. Negli anni a seguire ho avuto la fortuna di lavorare in diverse realtà digitali, in particolare case editrici ed e-commerce, ma anche web agency, prima piccole e poi sempre più grandi e strutturate. Da circa un anno e mezzo sono in Pro Web Consulting, in cui mi occupo sia di strategia che degli aspetti operativi per i miei clienti.

Quali sono i fattori che in siti di grandi dimensioni e/o con un grande storico tendono ad ingarbugliare la situazione ovvero rendere più disordinata la struttura del sito agli occhi del bot del motore di ricerca?

Nei siti dal grande storico, o che hanno comunque tantissime pagine online, uno dei problemi che si presenta più frequentemente è quello della cannibalizzazione, che io definisco spesso come “sovrapposizione semantica”. In effetti non si tratta di veri e propri duplicati, ma di articoli che – scritti magari a distanza di tempo uno dall’altro – affrontano lo stesso argomento in modo molto simile. In questi casi, secondo me, non è corretto parlare di duplicati, ma c’è appunto una sovrapposizione, una ridondanza di informazioni e questo mette in pericolo il sito, perché il bot del motore di ricerca – di fronte a uno o più articoli simili – potrebbe avere difficoltà a capire quale pagina restituire in SERP. E se in alcuni casi restituisce entrambi i risultati, in altri tende a non mostrare nessuno dei due.
Un altro problema – molto simile – riguarda la generazione (esponenziale) dei tag, che avviene soprattutto nei grandi siti editoriali, ma non solo. L’obiettivo dell’utilizzo dei tag è facilitare la navigazione dell’utente e dare maggiore visibilità alle pagine-foglia, invece – in tantissimi casi – diventa un incubo: pagine semi-vuote, duplicate e senza alcun valore.

Sempre a proposito di efficienza, quali sono gli interventi che qualunque webmaster dovrebbe effettuare per migliorare in pochi step il crawl budget del proprio sito?

Una delle cose più importanti è sicuramente la velocità. Lavorare per aumentare la velocità di caricamento delle pagine di un sito è la base per consentire al bot di navigare agevolmente e rapidamente tra le pagine. Se abbiamo prodotto contenuti di altissima qualità, ma la pagina è troppo lenta da scaricare e scansionare, abbiamo fatto solo la metà del lavoro necessario.

Un altro aspetto riguarda la navigazione e i link interni. Le pagine foglia devono essere linkate e raggiungibili dal menu di navigazione e dalla homepage, invece si trovano comunemente siti (anche di aziende molto importanti a livello internazionale) con pagine orfane, ovvero non linkate da nessuna parte.

Altro aspetto è la profondità della struttura: se seppelliamo una pagina al 5° o al 6° click dalla homepage, è molto difficile (e sicuramente molto più faticoso) far in modo che il bot riservi delle attenzioni particolari a questo contenuto. Se lo abbiamo seppellita laggiù, perché il bot dovrebbe considerarla una pagina importante?

Un’altra criticità è naturalmente la presenza di pagine di scarso valore, semi-vuote o ridondanti.

Quali sono i benefici di un’attività di “potatura” sui contenuti e sulle pagine di un sito?

Il beneficio più importante di un’attività di potatura è paragonabile a quello che si ha con l’attività di potatura delle piante. In primo luogo, si ha la possibilità di individuare ed eliminare (o sistemare o implementare all’occorrenza) le pagine inutili, popolate da contenuti scarni, duplicati o datati, in modo da potare appunto i rami secchi e vecchi per dare maggiore linfa vitale alle pagine che restano. Questa è un’attività fondamentale per i siti di grandi dimensioni, che negli anni hanno accumulato un gran numero di pagine e di testi, di cui spesso si perde il conto e lo storico.

Eliminando i rami secchi, il bot ha meno perdite di tempo (perché non deve visitare pagine inutili) e impiegherà il suo crawl budget per analizzare pagine di valore, che – con molta probabilità – verranno considerate in modo positivo. In breve, potando i siti si ha la possibilità di valorizzare i contenuti importanti, il bot visiterà – di conseguenza – contenuti rilevanti e utili e questo porterà un beneficio a tutto il sito.

Esistono CMS per l’ecommerce migliori di altri per quanto riguarda una corretta gestione della struttura del sito e delle sue url?

A mio avviso, i migliori CMS per gli e-commerce sono quelli che consentono grande flessibilità nella struttura dei menu di navigazione, nel naming dei tab e delle singole pagine, perché questo consente di ottimizzare al meglio e rendere parlanti alcuni dei campi più importanti.
L’altro aspetto riguarda la flessibilità nella gestione degli URL all’interno dei menu di navigazione. Ci sono CMS piuttosto rigidi, che per ogni tab di navigazione impongono la creazione di un URL specifico associato. Questo significa che se desideriamo rendere raggiungibile uno stesso URL di pagina da due punti diversi dello stesso menu di navigazione, dobbiamo necessariamente creare due indirizzi differenti (e poi inserire il canonical per gestirli correttamente), mentre invece basterebbe inserire nei due tab lo stesso URL.

Una questione che viene spesso tirata in ballo quando si parla di ecommerce è quella dei canonical. Quali sono i casi in cui i canonical vengono utilizzati nel peggiore dei modi?

Uno dei modi peggiori di gestire il canonical è quello di utilizzarlo senza criterio, inserendolo – ad esempio – all’interno di pagine generate automaticamente dal CMS. Se una pagina non ha motivo di esistere all’interno di un sito, perché non è utile né al bot, né all’utente, va eliminata, non va gestita con il canonical. Spesso, infatti, chi gestisce i siti tampona delle criticità con i canonical, ma – sul lungo periodo – questa prassi crea dei problemi. Si producono così siti dalle enormi dimensioni, popolati da pagine di scarso valore e gestiti con dei canonical che non impediscono al bot del motore di ricerca di visitarle e di perdere – di conseguenza – del prezioso crawl budget. Ricordiamo, infatti, che lo spider scansiona anche le pagine non canoniche…eventualmente poi decide di non restituirle in SERP.

Nell’ipotesi in cui un sito cambi di gestore che sia esso un webmaster o un’agenzia dovrebbe essere creato uno vademecum SEO per i nuovi gestori? E se si quali aspetti SEO dovrebbero essere messi in evidenza?

A mio avviso, sarebbe molto utile avere una sorta di diario con tutto lo storico degli interventi fatti, in modo da capire anche il perché siano state prese determinate decisioni e perché siano state effettuate una serie di implementazioni. A volte ci troviamo di fronte a siti che hanno numerose e inspiegabili criticità e poi – a distanza di tempo – scopriamo che sono state generate da implementazioni volute e richieste dal cliente. Spesso, infatti, le linee guida della SEO e i desiderata di chi commissiona il lavoro non coincidono. E questo sarebbe bene saperlo dall’inizio, per evitare il rischio di fare analisi e lavori inutili.

Quali sono i rischi di creare contenuti informazionali per keyword transazionali?

Il rischio più grande – a mio parere – è quello di impiegare tanto tempo e risorse per creare un contenuto di alto valore e ben fatto, che – però – non si posizionerà, proprio perché non riesce ad intercettare il reale intento di ricerca dell’utente. In ogni caso, se proprio dobbiamo scegliere, è preferibile scrivere un contenuto informativo per un intento transazionale che non il contrario. Questo perché un contenuto informativo potrebbe intercettare delle ricerche informazionali secondarie e correlate, mentre intercettare un intento informazionale con dei contenuti transazionali è decisamente molto più arduo. In ogni caso, è sempre opportuno e raccomandato studiare l’intento di ricerca reale dell’utente prima di mettersi in moto…

Quali sono gli errori e warning segnalati da Search console da non sottovalutare mai?

Tra gli errori e i warning segnalati da Search console, che non vanno assolutamente ignorati, ci sono quelli relativi alla sicurezza del sito (sezione Sicurezza e Azioni Manuali). In secondo luogo, troviamo tutto quello che riguarda i Web Core Vitals, ovvero i Segnali Web Essenziali, sempre più importanti (oggi fondamentali) che riguardano la velocità di caricamento, l’erogazione delle informazioni e la stabilità del layout di pagina.  

E per finire hai qualche libro SEO o di web marketing che ti sentiresti di consigliare?

Oltre al mio SEO Checklist J , consiglio il manuale dedicato alla “Keyword Research Avanzata” di Alvise Canal, il testo “Link Building e digital PR” di Stefano Schirru e – più in generale – consiglio di approfondire le tematiche legate alla CRO, una disciplina sempre più importante e strettamente legata alla SEO.

Chi è Verdiana Amorosi

Verdiana Amorosi dopo la laurea in lingue e letterature straniere si appassiona al mondo del web fino a diventare SEO Specialist. Attualmente svolge la sua attività di consulente SEO presso Pro Web Consulting. È stata relatrice per Smau ed ha collaborato con interessanti realtà del mondo SEO e webmarketing italiane e non solo.

Che libro ha scritto Verdiana Amorosi

Verdiana Amorosi ha scritto il libro SEO Checklist click qui per la recensione.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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