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Google Bert

  • 13 Gennaio 2020
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Se il Core Update di Giugno 2019 non fosse stato un aggiornamento dell’algoritmo abbastanza significativo, ecco ad ottobre 2019 è arrivato Google Bert. Gli stessi addetti ai lavori di Google lo hanno definito l’update più importante degli ultimi 5 anni. In questo approfondimento su l’aggiornamento BERT vedremo le caratteristiche, gli effetti ed i falsi miti sul nuovo algoritmo di Google.

L’annuncio ufficiale

Google Bert è stato rilasciato il 22 ottobre 2019 ed in pochi giorni sui principali siti su SEO e Webmarketing non si parlava d’altro. Dopo l’ultimazione della fase di test il 9 dicembre è stato esteso in 70 lingue e quindi è arrivato in Italia.

Che cos’è Bert

L’algoritmo BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers) è un algoritmo di apprendimento profondo correlato all’elaborazione del linguaggio naturale. Aiuta una macchina a capire cosa significano le parole in una frase, ma con tutte le sfumature del caso.

Gestisce attività come il riconoscimento di entità, parte del tagging vocale e la risposta a domande tra i vari processi connessi al linguaggio naturale. Google ha reso questa tecnologia open source ed altri hanno creato varianti di BERT

Caratteristiche ed effetti di Google Bert

Sicuramente BERT non aiuterà i siti web scritti male. Bert (e famiglia) sono costituiti da 11 task di elaborazione del linguaggio naturale. Che battono perfino la comprensione umana. Ma cosa succede se il focus di una pagina è molto debole? Gli stessi “umani” avrebbero difficoltà a capire qual è il punto” Il contesto è migliorato a causa della natura bidirezionale del BERT. Ci sarà ancora molto lavoro da fare poiché dobbiamo sottolineare l’importanza di utilizzare strutture testuali chiare. Si lavorerà per aiutare a trasformare i dati non strutturati in dati semi-strutturati, questo sicuramente avrà un forte impatto sul featured snippet di Google.

Altri segnali “minori” di come Google capisca attualmente molto bene il linguaggio umano (un po’ come accade grazie Rank Brain) è dimostrato dalla comprensione corretta di query che contengono dei misspelling oppure la comprensione di termini che sono di fatto dei sinonimi di parole molto più rilevanti.

Differenza tra Bert e Rank Brain

Bert ha molte cose in comune con Rank Brain, il primo algoritmo di intelligenza artificiale di Google per meglio comprendere il significato di una query, ma comunque sono due cose ben distinte.

La prima cosa da capire su RankBrain è che funziona in parallelo con i normali algoritmi di ranking delle ricerche organiche e viene utilizzato per apportare modifiche ai risultati calcolati da tali algoritmi. RankBrain regola i risultati osservando la query corrente e trovando query simili. Quindi, esamina le prestazioni dei risultati della ricerca per quelle query storiche. In base a ciò che vede, RankBrain può regolare l’output dei risultati dei normali algoritmi di classificazione delle ricerche organiche.

BERT opera in modo completamente diverso. Gli algoritmi tradizionali cercano di esaminare il contenuto di una pagina per capire di cosa si tratta e a cosa potrebbe essere pertinente. Tuttavia, gli algoritmi NLP (Natural Language Processing) tradizionali sono in genere in grado di analizzare il testo prima di una parola o il testo dopo una parola in un contesto aggiuntivo per aiutarlo a capire meglio il significato di quella parola. La componente bidirezionale di BERT è ciò che lo rende diverso. Come accennato in precedenza, BERT esamina il contenuto prima e dopo una parola per informare la sua comprensione del significato e della pertinenza di quella parola. Questo è un miglioramento fondamentale nell’elaborazione del linguaggio naturale poiché la comunicazione umana è naturalmente stratificata e complessa.

Come ottimizzare per Google Bert

È buffo ma nonostante non si sia ancora compresa fino infondo la portata di Bert, è già partita la corsa a “come ottimizzare il proprio sito per Bert”.  Ma l’algoritmo è così complesso e stratificato che alla domanda “posso ottimizzare il mio sito per Bert?”, la risposta è no! La questione è così articolata, che alcuni esperti di SEO hanno coniato il termine “Bertology” per definire un nuovo campo di studi, incentrato proprio sulla comprensione di Bert.

Gli stessi ingegneri di Google non sanno dare risposte in merito, in quanto i meccanismi di apprendimento di Bert (ricordiamoci che è un algoritmo di intelligenza artificiale).

Il consiglio generale, sempre valido anche ante-Bert è quello di scrivere per Google contenuti e architetture di siti Web avvincenti, accattivanti, altamente informativi e ben strutturati esattamente come faresti/scriveresti per un umano.

Falsi miti su Bert

Nonostante l’importanza dell’algoritmo Bert e la necessità di prendere provvedimenti soprattutto per quanto riguarda l’ottimizzazione OnPage delle nostre pagine web, è bene mettere in evidenza alcuni falsi miti a riguardo. Si è fatto molto terrorismo psicologico a riguardo tra gli esperti SEO, fino a quando lo stesso Danni Sullivan ha dichiarato:

“There’s nothing to optimize for with BERT, nor anything for anyone to be rethinking. The fundamentals of us seeking to reward great content remain unchanged.”

Comunque i principali falsi miti sono:

Ottimizzare il tuo sito per le query della long tail

Non è che il tuo sito deve essere friendly per le query della coda lunga. BERT è incentrato sulla comprensione da parte di Google dell’intento di ricerca degli utenti e, quindi, la possibilità di collegarli a informazioni più specifiche che già esistono sul tuo sito Web.

Bert è un update tutto sommato piccolo

Se da un lato troviamo gli allarmismi sull’impatto di questo update, dall’altro troviamo quelli che non lo ritengono poi così sostanziale. È vero, l’algoritmo va ad impattare su una query su dieci in lingua inglese, ma alla fin fine fa comunque una percentuale del 10% che non è poco…Quest’idea probabilmente è nata considerando che Bert indirizza in maniera migliore, traffico alle pagine che rispondono perfettamente a certe keyword, parole chiave che non necessariamente non sono “money keywords”.

BERT da importanza alle stop words

L’annuncio di Google rispetto a Bert ha utilizzato come esempi alcune query di ricerca che hanno un contesto influenzato dalle parole “to” e “from”. Alcuni articoli SEO hanno affermato che questo significa che le stop words sono più importanti ora. Alcune persone hanno preso la cosa un po’ troppo sul serio iniziando (ora) a includere le stop words nei loro url e permalink.

Bert tra i più grandi, non il più grande

Anche se Bert rappresenta uno dei principali aggiornamenti degli ultimi 5 anni non è di certo il più grande. È in ottima compagnia di qualche nome che forse ricorderete: Humming Bird, Panda, Caffeine e Penguin.

Conclusioni

Sicuramente Bert è stato un update massiccio che aiuterà Google a comprendere meglio le richieste connesse alle query degli utenti, soprattutto quelle composte attraverso un linguaggio molto più colloquiale e naturale. Allo stesso tempo ci si augura verranno premiati i siti che danno le migliori risposte a queste query.

Laura Musig SEO UdineLaura Musig

Web Designer e SEO Freelance a Udine o se preferite web designer SEO. Nel 2001 decisi di sezionare un sito web per vedere cosa c’era dentro, da allora creo e gestisco siti web. Lettrice onnivora, con un fisiologico bisogno di scrivere e di ballare.

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